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Ripartendo da Caposud

non eravamo ancora soddisfatti della Norvegia, il freddo cominciava a piacere sia a noi che a Billy e “visto che eravamo lì” era l’occasione per vedere cose uniche che ci si presentavano davanti quasi ogni angolo. Mentre provavamo ancora di qualche chilometro la normale pioggia era diventata che non ci abbandonava da giorni sembrava provenire da un’altra direzione, infatti moltissime erano le cascate che con la forza del vento arrivavano quasi sulla strada. Una di queste ci si è presentata davanti agli occhi e abbiamo deciso di dormire lì. Eravamo soli con un paio di macchine in una distesa di notte piena e solo la mattina successiva, quando ci siamo svegliati invasi da turisti capimmo che eravamo dormito sotto la famosa cascata Latefoss, famosa nel mondo delle cascate per essere una delle poche con due flussi che si incontrano a metà per formare un unico flusso.

Questo spettacolo ci emozionato al punto che capiamo che la Norvegia ha cosi tanto da offrire che rimanere li un’altra notte sarebbe uno spreco di tempo e cosi continuiamo a salire seguendo quella che per assurdo era la primissima idea del viaggio. Un concerto.

Kygo dove vai?

La nostra primissima tappa di questo viaggio era al Venezia Summer Festival dove eravamo andati per ascoltare il Dj e produttore norvegese Kygo, mentre eravamo in viaggio però l’evento era stato annullato e a distanza di mesi proprio mentre eravamo in Norvegia Kygo avrebbe tenuto un concerto nella sua città: Bergen, eravamo lì a pochi chilometri, tanto valeva continuare a salire.

Una volta a Bergen trovare i biglietti per l’evento è stato impossibile e ci siamo goduti la città parcheggiando in uno spiazzale per pochi euro al giorno

Bergen è stupenda, forse la città più bella Norvegia ed essere capitati li nel week end è stata una fortuna, la città si invade di universitari che nonostante il freddo si vestono di soli lenzuoli e girano per la città, ma due giorni sono sufficienti per vedere le cose principali. Partiamo alla volta del Jostedalsbreen, il ghiacciaio più esteso d’Europa, la strada per arrivare è davvero stretta ed è una fortuna che non abbiamo trovato nessuno nel senso opposto di marcia. Una volta arrivati sembra di essere nella preistoria, dormiamo in un posto magico cercandoti solo dalle stelle

Ripartiamo da li per dirigerci in un atra città : Alesound, molto bella ma poco dogfriendly, Ci è impossibile mangiare anche solo fuori dai ristoranti con Billy, motivo per il quale decidiamo di lasciare la città il giorno dopo.

 

 

 

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La strada più pericolosa

al mondo dicono che sia in Norvegia, è più precisamente la “Atlantic Road”, non potevamo non farla. Certo la strada è bella e crea quell’effetto ottico da cartolina ma anche se non siamo mai stati in India siamo convinti che li le strade siano molto più pericolose. In Ogni caso è una bella esperienza e passiamo li una notte anche perchè il posto che circonda la strada piace molto a Billy forse per via di qualche cagna che è stata li nei giorni precedenti.

Iniziamo a scendere verso l”Italia e dopo una giornata di viaggio capiamo di essere vicini ad un Parco naturale davvero unico, su i monti Dovrefjell, un parco unico perchè all’interno c’è un animale preistorico che esisteva già 12 milioni di anni fa: il bue muschiato. La tappa è d’obbligo e al secondo giorno di escursione rischiamo a vederlo anche piuttosto da vicino adottando tutte le misure di sicurezza che il parco impone.

L’emozione di vedere quell’animale dal vivo è tanto che la mattina siamo un po restii a partire ma decidiamo comunque di farlo per andare verso Olso, arriviamo li a tarda notte e guidare in una capitale a tarda notte facilita il compito di trovare parcheggio in libera, ci mettiamo in una zona portuale e passiamo li i due giorni successivi scoprendo un città particolarmente viva ed accogliente.

 

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scendiamo piano piano

Ci avviciniamo a Copenaghen e decidiamo di passare li un paio di giorni, questa volta in un campeggio perchè siamo in Danimarca e le regole sulla sosta libera non sono le stesse della Norvegia.

Copenaghen non è la città che ci aspettavamo, non ci stupisce quasi per nulla, se non per il fatto che i cani non possono salire a bordo dei bus e che per visitare il centro siamo costretti a farci un paio di volte a giorno i 4km a piedi che separano i luoghi di interesse dal nostro camper. Tuttavia abbiamo bisogno di un campeggio per un paio di docce e lavare un pò di vestiti e quindi rimaniamo di buon grado in Danimarca.

Da li iniziamo la discesa, ci spariamo la Germania in un paio di mezze giornate intense di guida e due giorni dopo essere partiti da Copenaghen decidiamo di visitare Bolzano, li trovino un posto in un parcheggio vicino ad una pizzeria dove restiamo un notte, visitiamo la città e sulla strada, forse ancora estasiati dalla natura norvegese cerchiamo un bosco in quei pressi, ci fermiamo in una frazione chiamata San Valentino, rimaniamo un paio di giorni li dormendo in un parcheggio di un ristorante al costo di pochi euro a notte.

Da li facciamo sosta un paio di giorni a Levico Terme e una notte a Bologna ed esattamente dopo 40 giorni di viaggio siamo a casa anche se ormai sappiamo che è il camper è la nostra casa.